Utenze domestiche e rinuncia eredità – Voltura o subentro?

L’unica cosa che non si può fare è richiedere la voltura del contratto di fornitura luce, acqua, gas, telefono, in qualità di erede


DOMANDA

A seguito del decesso di mio padre dovrei fare la rinuncia dell’eredità: tra i beni a cui rinuncerei c’è una parte di proprietaria minoritaria di un immobile (a lui intestato anche il contratto luce). Io ho la maggior quota (5/6), come dovrei comportarmi per gestire il contratto della luce, nel momento in cui andrei a vivere io li? Se faccio la voltura viene considerata accettazione tacita dell’eredità? Cosa dovrei fare per avere l’utenza a nome mio ma senza accettare l’eredità ? Essendo proprietario dell’immobile in maggior parte?

RISPOSTA

Se al momento del decesso il nuovo intestatario faceva parte della famiglia del deceduto intestatario del contratto, può essere richiesta la cosiddetta voltura umana che prevede costi minimi ed alcuna interruzione della fornitura, e non comporta accettazione tacita dell’eredità. Altrimenti bisogna propendere per il subentro che prevede costi maggiori della voltura umana (per i necessari interventi umani di disattivazione e riattivazione della fornitura), un periodo più o meno lungo di disattivazione della fornitura, ma ha il vantaggio, a differenza della voltura umana, che il nuovo intestatario non è responsabile per le eventuali morosità lasciate dal defunto.

Naturalmente, l’unica cosa che non si può fare è richiedere la voltura del contratto di fornitura luce, acqua, gas, telefono, in qualità di erede che, sebbene preveda vantaggi economici e di non interruzione della fornitura, quasi al medesimo livello della voltura umana, potrebbe comportare anche accettazione tacita dell’eredità, rendendo inefficace la rinuncia già effettuata.

STOPPISH
12 Aprile 2024