Rinuncia eredità e risarcimento danni per morte – Danno patrimoniale e non patrimoniale

Chi rinuncia all’eredità non può chiedere il danno patrimoniale alla compagnia assicuratrice del danneggiante, pena accettazione tacita dell'eredità


DOMANDA

Mio suocero è deceduto investito da un auto sulle strisce pedonali: a motivo dei debiti noi faremo la rinuncia all’eredità, ma se l’assicurazione ci desse un risarcimento e noi lo accettassimo sarebbe come accettare l’eredità? Grazie

RISPOSTA

Ai fini del risarcimento dei danni derivanti da un incidente stradale, per persona danneggiata deve intendersi non solo la vittima diretta dell’incidente, ma anche ogni altro soggetto, avente causa dalla stessa, che come i prossimi congiunti, abbia subito un danno in conseguenza del sinistro occorso alla vittima cosiddetta primaria (Cassazione, sezioni unite sentenza 15376/2009).

Il danno patrimoniale riguarda, evidentemente, il danno patito dagli eredi (ovvero dai chiamati all’eredità che accettano) in funzione del fatto che il decesso impedisce l’accrescimento del patrimonio della vittima. Il danno patrimoniale può essere richiesto (in assenza degli eredi) anche dai creditori della vittima (ex articolo 2900 del codice civile).

Il danno non patrimoniale, invece, ovvero il danno da sofferenza interiore per la perdita del familiare può essere richiesto da un qualsiasi congiunto (anche un chiamato rinunciante) in grado di dimostrare l’esistenza di un legame affettivo con il defunto.

Chi rinuncia all’eredità non può chiedere il danno patrimoniale alla compagnia assicuratrice del danneggiante, ma può, invece, chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale da sofferenza interiore per la perdita del familiare.

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9 Novembre 2021