Residenza, ISEE , ristrutturazione casa e Assegno di Inclusione (AdI)


DOMANDA

In riferimento a questa domanda, vorrei ribadire che vivo con la mia famiglia in una casa in comodato d’uso e aggiungere che qui le utenze sono a nome mio e avrò in donazione la seconda casa in possesso dei miei genitori, ma il problema è il seguente: ho intenzione anche di ristrutturare questa nuova casa ma se vi trasferisco la residenza e le utenze rimanendo nella casa in comodato d’uso fino al termine dei lavori di ristrutturazione della nuova casa andrei a pagare tanto di utenze? Dovrei fare nuovi contratti delle utenze?
Cioè come superare lo scoglio di avere una seconda casa e continuare a percepire l’assegno di inclusione? (Unica forma di sostentamento)
In pratica se mi trasferisco nella nuova casa non ci potrò abitare perché la devo ristrutturare nonostante fosse prima abitazione.
Se rimango a vivere nella casa in comodato d’uso la casa donatami dai miei genitori diventerebbe seconda casa e quindi pagherei tanto di tasse e perderei l’assegno di inclusione.
Trovatemi una soluzione riuscendo anche a ristrutturare questa nuova abitazione

RISPOSTA

A volte, purtroppo non si può avere tutto: la soluzione più immediata per risolvere potrebbe essere quella di differire la donazione una volta effettuati i lavori di ristrutturazione.

Peraltro, quasi sicuramente non siamo stati chiari nel precedente intervento, ma non occupando la casa donata per eseguire i lavori di ristrutturazione necessari, l’ultimo problema, per conservare l’Assegno di Inclusione (AdI), sarebbero i costi per l’attivazione di una nuova utenza per la fornitura di energia elettrica presso la casa ricevuta in dono.

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26 Febbraio 2024