DOMANDA
Anni fa, dei funzionari esattoriali hanno messo l’occhio su un appartamento, di propietà di mio padre e, partendo da un debito di 7500 euro, attraverso l’arma del fermo amministrativo che m’impedisce di lavorare, lo hanno fatto lievitare.
Mi è stata fermata un auto nuova, che all’epoca aveva un valore di circa 15 mila euro, che non è stata mai messa all’asta, nè mi è mai stato consentito di vendere per estinguere il debito. Oggi non ha più alcun valore.
Il giorno della morte di mio padre si sono attivati per spedire un pignoramento verso terzi ad un mio ex datore di lavoro (che niente mi doveva), pur sapendo che il sottoscritto era disoccupato, poiché impegnato nell’assistenza dell’anziano padre.
Il provvedimento ha avuto (guarda caso) l’effetto opposto, dissuadendo l’ex datore di lavoro dal riassumermi.
Penso che cercheranno di tenermi in questa condizione (appiedato e disoccupato) fino alla successione, per poi avventarsi sulla casa.
Cosa posso fare per salvare l’unica casa dove vivo e uscire da questo incubo?
RISPOSTA
Per ora, quello che deve fare, è mantenere la residenza nella casa lasciata da suo padre: infatti, l’articolo 76 (espropriazione immobiliare), comma primo, lettera a, del decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 602/1973, stabilisce che il concessionario non dà corso all’espropriazione se l’unico immobile di proprietà del debitore, con esclusione delle abitazioni di lusso e comunque dei fabbricati classificati nelle categorie catastali A/8 e A/9, é adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente.
In questo modo, Agenzia Delle Entrate Riscossione (ADER) potrà solo iscrivere ipoteca se, e quando, il debito raggiungerà e supererà i ventimila euro. Infatti, il successivo articolo 77 (iscrizione di ipoteca) del già citato decreto presidenziale, dispone, al comma 1 bis, che ADER, anche al solo fine di assicurare la tutela del credito da riscuotere, può iscrivere la garanzia ipotecaria, purché l’importo complessivo del credito per cui si procede non sia inferiore complessivamente a ventimila euro.