DOMANDA
Sono pensionata ipost ho appena ricevuto una cartella di pagamento di euro 1760 con minaccia di esecuzione forzata se non avessi pagato entro 5gg: mi sono recata all’Agenzia Entrate Riscossione per chiedere informazioni sul debito e mi è stato detto che non è possibile rateizzare le cartelle varie arretrate anche di più di 10 anni fa, ed a fronte della mia impossibilità di pagare tutto subito mi è stato proposto tramite F35 di pagare un po’ alla volta ed un po’ ciascuna, le varie cartelle arretrate.
Altro non mi è stato detto ed io mi chiedo: Ma pagando in questo modo ( senza una scadenza, un proporzionalità) interrompo l’esecuzione forzata?
Un amico mi ha detto che forse mi conviente non pagare ed attendere il pignoramento della pensione, perchè Agenzia Entrate Riscossione a fronte di un debito non eccedente i 2500 euro può prelevarmi solo 1/10 del minimo vitale, cosi’ riuscirei a pagare con tranquillità.
Cosa ne pensate ? vi ringrazio della risposta
RISPOSTA
L’articolo 19 (dilazione del pagamento) del DPR 602/1973 non ci sembra far riferimento a normative che vietino la rateizzazione del carico debitorio in caso di eccessiva vetustà della cartella esattoriale oggetto dell’avviso di intimazione al pagamento entro 5 giorni recentemente notificato.
Il suggerimento che ci sentiamo di fornire è allora quello di cambiare lo sportello dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER, ex Equitalia) a cui è stata presentata l’istanza di dilazione e ritentare.
Laddove l’impossibilità di rateizzazione venisse confermata, non ci sentiamo di condividere la soluzione prospettata dall’addetto Ader, dal momento che ottemperare all’avviso di intimazione con pagamenti volontari a pezzetti, come recita la nota pubblicità di un operatore telefonico, non garantisce la sospensione delle eventuali azioni esecutive esercitabili da AdER nei confronti del pensionato debitore.
Non resta, quindi, come indicato da altri, la strada del pignoramento: va tuttavia precisato che la misura del pignoramento per le pensioni è pari al quinto (non a 1/10, riservato esclusivamente agli stipendi minori di 2.500 euro) della parte della pensione che eccede il minimo vitale (che, attualmente si aggira intorno ai mille euro).
Per fare un esempio pratico, a fronte di una pensione di 2400 euro, la trattenuta per pignoramento ammonterebbe a circa 280 euro.
Si tratterebbe comunque di una rateizzazione forse accettabile, ma pagata aumentando il debito originario (1760 euro) con le spese di procedura esecutiva e con gli interessi da corrispondere per risarcire il creditore dei tempi di dilazione, interessi sicuramente più gravosi di quelli che AdER applicherebbe con la rateizzazione del debito esattoriale.