DOMANDA
Ho appena ricevuto un atto di precetto da una società di recupero crediti su cui mi vengono richiesti 18 mila euro circa: sono nullatenente, nessuna macchina intestata, in affitto senza mobili o quadri di valore, niente busta paga, lavoro a provvigioni e una giacenza media sul conto di circa 100 euro.
Mi conviene non fare nulla e risparmiare i soldi per un eventuale ricorso ?
RISPOSTA
Il debitore nullatenente non ha opzioni quando gli viene notificato un atto di precetto, preludio a successivo pignoramento: egli non può fare nulla, non sceglie di fare nulla. Peraltro, l’opposizione a precetto deve essere fondata su motivi validi, tenuto conto che l’articolo 615 del codice di procedura civile consente di contestare il diritto del creditore di avviare l’esecuzione forzata solo sulla base di gravi motivi, anche formali, che difficilmente sussistono se non è stata esperita opposizione a decreto ingiuntivo.
Quindi, il suggerimento è di tralasciare qualsiasi velleità di opposizione a precetto che non sia basata su validi e circostanziati motivi se non si vogliono buttar via soldi in parcelle di azzeccagarbugli.