DOMANDA
Ho ereditato dal genitore appartamento piano terra in bifamiliare: nel 1985 i fratelli (mio padre e mia zia) eseguono divisione e si assegnano ciascuno un appartamento. A mio padre viene assegnato il piano terra. Nell’atto non si specifica nulla salvo il convenzionale “nello stato di fatto e di diritto…” . Nell’appartamento che ho ereditato vi sono tre fosse biologiche, esistenti ancora prima del 1985 (pertanto sono mie anche se due sono per reflui provenienti dal primo piano). Pertanto la domanda è questa: se sono mie, ovvero sulla mia proprietà e non è stata costituita nessuna servitù nel 1985, posso imporre al proprietario del primo piano di costruirsi una nuova FOSSA IMHOFF nella sua Area Esclusiva adiacente? (A prescindere che sia per mie necessità di ristrutturazione?).
RISPOSTA
Il suggerimento è, come sempre, quello di trovare un accordo con il proprietario dell’altro appartamento per la costruzione di una nuova fossa biologica nella di lui proprietà adiacente.
Altrimenti, in forza dell’articolo 1032 del codice civile, il proprietario del piano superiore, pur non essendo stato sancito il diritto di servitù nell’atto di donazione, alienazione o quel che sia, potrebbe chiedere che la servitù (coattiva) venga costituita per sentenza. In tale ipotesi, di contro, sarà obbligato a corrispondere un’indennità al proprietario del fondo servente.
Quest’ultimo elemento, a suo favore, può essere efficacemente utilizzato per bilanciare i pro e i contro di un accordo stragiudiziale senza dover dar mano agli avvocati.