Debito da carta revolving ceduto a Banca IFIS


Recupero crediti





Avevo una carta revolving dal 2011 ma l’anno scorso ho deciso di non pagare più le rate per vedere se riuscivo a far si che la banca mi contattasse per chiudere la carta e non andare avanti.

Mi è arrivata infatti una raccomandata a dicembre 2018 con la richiesta di pagare entro 15 giorni il totale, una cifra meno di 2000 euro.

Il tempo passa e scopro che mi hanno iscritto in centrale rischi e che il mio debito è stato ceduto a Banca IFIS.

Mi chiedono 1500 euro ma non posso pagare in una unica soluzione con bonifico bensì con cessione del quinto.

Leggendo in rete, capisco che è una trappola e che pagherei ancora per un bel po’ e mando una email che fa così:

Buonasera, noto con dispiacere che la banca è tristemente famosa.

Dato che avete acquistato il mio debito per max 140 euro, non intendo acconsentire alla cessione del quinto e neanche a pagarvi con interessi al limite dell’usura.

Vi propongo un saldo e stralcio di 400 euro da pagare in una unica soluzione.

Al primo segnale di contatti impropri o altro provvederò a segnalarvi ai carabinieri.

cordiali saluti

Potete darmi un consiglio?

Il consiglio è senz’altro quello di abbassare i toni: lei ha tutto il diritto di pagare il debito in un’unica soluzione, ma certamente non agevola la composizione bonaria del suo inadempimento se apostrofa la controparte definendola una banca tristemente famosa e tacciandola di applicare interessi usurari, senza alcuna prova a fondamento (a tale proposito lei rischia una querela). Peraltro, lei non può conoscere i termini contrattuali con cui è stato ceduto il credito che la riguarda e, comunque, anche se Banca IFIS lo avesse acquisito per un solo centesimo, lei non può sindacare la pretesa del cessionario di esigere l’intero valore nominale del residuo non rimborsato all’emittente della carta revolving.

Può darsi anche che la richiesta di regolare il saldo tramite cessione del quinto sia frutto di un equivoco e sia stata motivata, in buona fede, nella presunzione (errata) che il debitore non potesse affrontare il pagamento tutto in una sola volta.

Quello che può fare adesso è inviare (con raccomandata AR) una comunicazione a Banca IFIS con la quale chiede di conoscere l’IBAN del conto corrente su cui versare, tramite bonifico, i 1.500 euro dovuti, se non vuole correre il rischio di vedersi lo stipendio pignorato per un importo ben maggiore, in quanto gravato da spese legali ed interessi moratori. Banca IFIS non fa sconti se il debitore percepisce, come nella fattispecie, una retribuzione da lavoro dipendente.

Solo in caso di mancata risposta, o qualora Banca IFIS dovesse persistere nella pretesa di chiudere la posizione tramite un prestito per cessione del quint,o ci sarebbero i presupposti, a fronte di una eventuale azione esecutiva avviata dalla controparte, per contestarne il comportamento su solide basi giuridiche e con qualche chance di successo.

8 Febbraio 2019 · Ornella De Bellis


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