DOMANDA
In riferimento al quesito precedente avente ad oggetto il conto corrente cointestato marito/moglie (con marito defunto) tengo a precisare che il marito PRIMA della morte chiede la liquidazione della polizza: richiesta del marito per la liquidazione viene fatta 23 febbraio, liquidata 6 marzo mentre il marito muore il primo marzo.
Questa polizza viene bonificata dall’assicurazione DOPO la morte con dicitura “beneficiario nome del marito”.
Il dubbio è: visto che viene fatto il bonifico a nome del defunto e la moglie preleva il 7 marzo la metà della cifra presente nel conto è considerata erede?
RISPOSTA
Ci scusiamo per avere equivocato il testo del quesito: in effetti sul conto corrente cointestato fra i coniugi, dopo il decesso del coniuge sottoscrittore della polizza vita e prima del prelievo da parte del coniuge superstite, era stato accreditato l’importo del riscatto della polizza vita effettuato dal coniuge sottoscrittore e non l’importo previsto, a favore del beneficiario, al verificarsi dell’evento morte del sottoscrittore. Il problema è nato per avere inteso la liquidazione della polizza vita come liquidazione al beneficiario dell’importo previsto al verificarsi dell’evento morte del sottoscrittore e non come riscatto anticipato (che peccato!) della polizza vita.
Resta, comunque, ancora valida parte della risposta precedentemente fornita: il coniuge superstite, cointestatario del conto corrente con il coniuge premorto, ha il diritto di prelevare dal conto corrente il 50% del saldo attivo risultante alla data del decesso del coniuge premorto, senza con questo atto integrare accettazione tacita dell’eredità: in questo caso tuttavia, qualora un interessato (tipicamente un figlio del coniuge premorto o lo Stato creditore del coniuge premorto) dimostrasse, in un’aula del tribunale, che il conto corrente veniva alimentato esclusivamente dai redditi o proventi riconducibili al coniuge premorto, il prelievo del 50% del saldo attivo risultante alla data del decesso, da parte del coniuge superstite cointestatario, integrerebbe accettazione tacita dell’eredità.